Dall'epoca del COSA all'epoca del CHI

Nel 2026 se non sei non pretendere di avere, ecco come essere.

Emma Polo

3/26/20267 min read

Dai ammettilo: sei un po' stanco...
Sei esausto e non sai perché, sei senza energie, ma hai dormito 8 ore, sei sovra stimolato e sovraccaricato da tutto quello che gira, e quando ti chiedono che cosa ti sta succedendo rispondi che stai passando un periodo un po' così, perché in realtà non ne hai idea del perché.
E' quindi perché stai passando un periodo un po' così, oppure è che sei costantemente in ogni luogo, situazione del mondo forchè in quella dove dovresti stare?
Perché oggi basta aprire instagram per sapere che in Cina una nonna ha regalato un iPhone 17 al suo nipotino di 7 anni, o ti basta aprire tik tok per decidere di acquistare un capo che ovviamente non ti serve, ma è bellissimo.
Eppure questo, anche se non ti sembra, ti sta uccidendo, lentamente, sempre di più.
Ieri girava poco, oggi gira troppo, ieri trovavi qualità, oggi trovi quantità, ieri le influencer erano le nuove star piene di talento, oggi anche il tuo vicino probabilmente si diletta a creare dei contenuti carini per accaparrare qualche like, ieri chi girava online era coraggioso, meritevole di ascolto, invidiato e stimato da tutti, con qualcosa da dire, oggi se fai un video online sei uno dei tanti, ieri non avevi fiducia nel comprare quel prodotto online perché chi sa chi c'è dietro, oggi non ti azzardi ad allacciarti le scarpe ed andare al negozio perché chi sa chi trovi in giro.
In un mondo dove la velocità è alla base, dove siamo stracolmi di informazioni, input, contenuti, opinioni, post; la verità, forse, è che abbiamo bisogno di fermarci, rallentare, respirare, quindi fallo, ora...

Sto leggendo un libro davvero interessante, Atomic Habits, best seller mondiale di James Clear, e nelle pagine di oggi ho letto che la nostra corteccia cerebrale è identica a quella dell'homo sapiens sapiens, ce ne andiamo in giro con lo stesso hardware di cui disponevano i nostri antenati nel paleolitico, ma viviamo in una società modernissima e giovanissima rispetto ad esso, il mondo è cambiato e continua a cambiare sempre di più, ma la tua natura umana no, e tu ancora ti chiedi ''Che cosa c'è di sbagliato in me?''.

La sensazione che ho quando entro sui social oggi (sto cercando di farlo sempre meno e solo e strettamente per lavoro) è un po' quella del pranzo di Natale del 25 dicembre dai tuoi parenti, sai perfettamente che stai mangiando molto sopra le tue necessità, quasi a farti del male, ma non ti fermi, non ce la fai, sei risucchiato da quello che stanno facendo tutti, dalla vibe, dalla giornata e dentro ti ripeti, dai è solo per oggi, e magari per il pranzo di Natale è davvero così, (a meno che tu non sia in una di quelle tipiche famiglie del sud Italia che fino a nuovo anno rimane incollato alla sedia del tavolo da pranzo), ma per i social, si può davvero dire lo stesso? Si può davvero dire che sarà solo oggi che supereremo il limite? Che butteremo via la giornata, che verremo risucchiati da questo dispositivo ogni secondo libero della nostra giornata?
La verità fa male, ma serve, quindi ti rispondo io, ''no, non sarà solo oggi'' e per dimostrartelo ti faccio un esempio che ho provato sulla mia stessa pelle.

Mia nonna soffre di Diabete di tipo 2, questo non solo le ha comportato le naturali conseguenze di una malattia così subdola, ma quest'ultima ha comportato una serie di circoli a catena che hanno manifestato un disagio dietro l'altro, problemi ai reni, liquidi fermi, problemi al cuore, insomma, è finita in ospedale ricoverata per due settimane, e quando sono andata a trovarla con mia mamma mi sono sentita la persona più spregevole del mondo, avevo la mia nonnina stesa su un letto di ospedale che aspettava solo un po' di compagnia e io non ero presente, ero li, ma non ero li, e in ogni momento ''buco'', la mia mano prendeva il controllo e andava a frugare nella tasca per prendere il telefono ed andare a controllare un attimo il feed di instagram, incredibile vero? Eppure è così, avere una delle persone più importanti della mia vita in uno stato difficile e poi non essere presente, aspettare tutto l'anno per la tua vacanza ai tropici, ritrovarti finalmente davanti al tramonto che hai sognato e scrollato più volte sul tuo Tik Tok, ed ignorarlo completamente, non facciamo nemmeno in tempo a postare la storia che il sole è già tramontato e il momento magico, andato, puff...
Siamo risucchiati, la nostra mente è talmente disordinata che nemmeno nei momenti perfetti riusciamo ad essere presenti, una scena raccapricciante e devastante, quanto vera.
Viviamo tutti in un caos psicologico che ha bisogno di autoalimentarsi costantemente.
Dopamina rapida, mille vite potenziali che ci chiamano ogni giorno, mi piace il mio lavoro, ma fare il travel blogger è il mio sogno, questa borsa è meravigliosa, pensare che questa influencer l'ha ricevuta come regalo da un brand, lo dovrei iniziare a fare anche io, magari, sarebbe bello... toc toc, c'è tua nonna davanti a te!

Un tempo uno scrittore aveva tutta la vita per scrivere un libro, un produttore aveva tutto il tempo per isolarsi nel suo studio a creare capolavori della musica, uno studioso aveva anni di lavoro e studio lento, ma oggi? Oggi viviamo in cicli che durano secondi e ti ritrovi con 20 identità diverse che non sanno come prendere forma, e il nostro più grande errore è che vogliamo essere una cosa, una persona, un lavoro, desiderando allo stesso tempo tante cose, tante persone, tanti lavori, come fai a non impazzire?

Forse dovresti accettare tre cose:
1 Sei un essere vivente in costante evoluzione e va bene così.
2 Sei tante cose in una, ma solo quella che deciderai di alimentare di più prenderà forma, e senza fermarti, conoscerti a fondo, parlare con te stesso, smetterla di correre, non potrai farlo.
3 Non cercare una direzione, non puoi adesso, la mente implode sotto stimoli che non sono allineati con chi sei.

Lavoro nel digital da due anni e sarei un'ipocrita a dire che non mi abbiano cambiata la vita, che non l'abbiano cambiata a tutti, a chi in bene, a chi in male, a chi in entrambi i modi per la maggior parte, ma sarei un'ipocrita anche a far finta che la situazione non ci stia sfuggendo di mano.
Per dimostrartelo, ti sfido, mettiti davanti ad un libro, o ad un video YouTube che superi i 20 minuti e cerca di riuscire a rimanere concentrato e preso fino alla fine, impresa ardua, vero?

Mangiamo contenuti veloci per pranzo e beviamo creator che parlano di un sacco di cose diverse in modo uguale a cena.

Per chi vuole emergere nel mercato è difficile, fidarsi di te piuttosto che del tuo competitor che è appena stato scrollato è difficile, acquisire un nuovo follower e non perderlo per almeno un anno è difficile.
E' difficile! O forse non ci siamo mai veramente fermati a capire come può essere molto più semplice.

Internet è sempre stato un mondo veloce che è sempre cambiato in modo esponenziale.
Per farti capire internet in un esempio direi questo: ho appena comparato un corso per capire come l'algoritmo può spingere il mio reel virale in modo tale che il mio prodotto venga venduto, il giorno dopo l'algoritmo già è cambiato.
Questo vale per gli spettatori e per i creatori, senza nessuna differenza, in modi diversi.
Oggi la nuova moneta di scambio è l'ATTENZIONE, in un ecosistema distratto, dove tutti hanno qualcosa da dire, dove tutti urlano, ma nessuno ascolta più; non stiamo più parlando di un posto timido, stiamo parlando di un posto sovrappopolato.
Ieri le persone avevano paura a mettersi davanti ad una videocamera, oggi sei uno sfigato se non lo fai.
E come se non bastasse, oggi la competizione non si ferma più solo tra noi esseri umani, ma anche con un gigante perfetto, l'intelligenza artificiale.
Siamo noi che ci cibiamo del feed o è il feed che si sta cibando di noi? Consumandoci poco a poco.

Sei focalizzato sul tuo posizionamento, sull'immagine, sull'apparenza, ed è importante, si, ma se tu sparissi domani? Verresti ricordato? La gente aspetta il tuo prossimo contenuto con ansia?
Forse una grande prima lezione che dovremmo portarci a casa è quella di smettere di fare il gioco del più famoso, fermarci, respirare ed iniziare ad essere qualcuno per qualcosa.
Non devi fare contenuti perché altrimenti non ci sei, perché il concetto di base non è esserci, il concetto di base è ESSERE, se sei manchi, se sei colpisci, se sei rimani, e come faccio ad essere? Essere risucchiato dal feed è il primo punto nella lista del come non essere.
QUANDO SEI TUTTO ARRIVA.
E' una lezione che mi è costata tanto, è così semplice, eppure così incompresa e poco praticata che mette i brividi.
Tu esisti e fai un sacco di cose, ma chi sei? Sei qualcuno? O sei un fantasma plasmato da mille anime diverse? Quanto sei lontano e allineato con la parte più pura e profonda di te?
Non sei famoso, va benissimo così, ma se domani volessi diventarlo, hai qualcosa per ESSERE famoso?
Oggi in questo grande oceano di reputazioni false e rovinate la chiave potrebbe proprio ritornare all'averne una. Vuoi essere quello che fa grandi numeri, o quello che ispira davvero le persone? La prima persona che viene in mente per un motivo? Fare grandi numeri non è sinonimo di successo, e questo te lo posso mettere per iscritto, ed internet è il più grande ingannatore su questo aspetto, ti fa sentire potente per non essere nulla, così quando ricominci a sentirti nulla hai bisogno di tornare su Internet per riconfermare che vali qualcosa.

Non c'è cosa migliore che essere la persona più interessante della stanza, come? ESSENDO la persona più interessante della stanza.

Cerchi di creare il gancio perfetto, il taglio perfetto, la frase perfetta, ma la gente metterà like per questo o metterà like per te?
Dall'epoca del COSA, all'epoca del CHI! In un mercato dove era fondamentale cosa portavi di diverso, di mai visto, di originale oggi c'è una fame incontrollabile per chi sei e cosa hai fatto, buona notizia per noi, siamo vuoti di equilibrio e pieni di caos, emergere per chi sei potrebbe essere la tua salvezza, sei d'accordo? Bene, allora inizia a lavorare su di te e fai del tuo più grande obbiettivo essere migliore, ogni giorno.
Quante persone hanno iniziato a seguirmi perchè hanno trovato in te uno Safe Space, non quanti reel sono andati virali (2 nuovi follower così valgono molto di più di un mln di visualizzazioni).

Per concludere ti dico, non so tu ma trovo elettrizzante la magia che c'è nel COME utilizzi gli strumenti che hai a disposizione, ho imparato ad essere un'inguaribile ottimista e mi piace pensare per il nostro futuro che gli stessi strumenti che ci stanno distruggendo diventeranno i mezzi che ci libereranno e ci faranno scoprire noi stessi!
Questo è come farai successo grazie al digital nei prossimi anni, cavalca l'onda e inizia, adesso.